“L’Arte per il management”  

Esce per FrancoAngeli editore l’ultima pubblicazione nata in casa Storyfactory: “L’Arte per il management”, un manuale che ci parla dell’Arte come strumento di apprendimento, potente e necessario, per la formazione aziendale e la crescita professionale, scritto dalle nostre co-founder Viola Giacometti e Sara Mazzocchi.

L’Arte per il management”, oltre che un manuale, vuole essere oggetto di riflessione per tutte quelle aziende che intendono crescere con le proprie persone, convinte che la capacità di innovare sia il loro più grande tesoro.

Quando si parla di arte, in azienda, si ottengono generalmente due effetti: diffidenza o entusiasmo. In mezzo a questi due approcci esiste una vasta zona di frontiera fatta di “sarebbe bello, ma è impossibile”, “innovativo, ma a cosa serve?”, “quindi facciamo un laboratorio con gli acquerelli?”, “l’arte deve stare nei musei e non deve essere banalizzata”.

Entrare in questa zona di frontiera con l’intento di rimanerci e provocare un cambiamento è quello che suggerisce “L’Arte per il management”: il primo libro che spiega come approcciare l’arte a chi si occupa di formazione e crescita delle persone e vuole conoscere sistemi di lavoro concreti, in grado di aiutare le imprese a sviluppare le loro capacità di visione e di competitività.

Il libro è un manuale teorico e pratico con una sezione dedicata a casi specifici. Nasce da progetti realizzati nell’arco di cinque anni e presenta una combinazione di metodi e strumenti in grado di dimostrare perché ha sempre più senso, nelle organizzazioni di oggi, investire nell’arte applicata alla formazione e perché questo approccio possa produrre risultati importanti, non solo nel sollecitare nuovi comportamenti.

L’arte è una dimensione profonda e potente: apre nuove prospettive, provoca le domande giuste, mette in discussione l’esistente e può diventare un’antenna sintonizzata sul futuro, anticipando scenari e comportamenti. Non troveremo nessuno pronto a sostenere il contrario.

In questi anni sono state molte le aziende che hanno cercato nell’arte una specie di colpo di scena, un “fare strano” che “ogni tanto ci vuole” per spezzare la routine e tornare al proprio posto di lavoro un po’ rinnovati. Quello che le autrici propongono è un cambio di paradigma: un design funzionale a un dialogo strutturato e continuo fra il mondo dell’arte e quello delle imprese, nei suoi bisogni formativi e di crescita. Uno degli elementi distintivi della proposta è rappresentato dallo storytelling inteso come sorprendente aiutante in grado di mediare, governare e valorizzare l’incontro arte-impresa.

“Le frontiere, del pensiero e della conoscenza, sono zone fatali: ricco il bottino, pericoloso il viaggio. Meglio partire strutturati. Attraverso l’uso delle tecniche della narrazione abbiamo disegnato un metodo che coinvolge l’arte in obiettivi aziendali senza il rischio di perdersi e con la garanzia che si crei un processo di valore per tutti. Nella Case History associamo bisogni organizzativi a specifici processi e strumenti articolati all’interno di format.”

Questa la piccola grande rivoluzione de “L’Arte per il management“: invitare le aziende ad utilizzare uno dei più potenti dispositivi di attivazione del pensiero – l’arte – connesso con il più potente dispositivo di trasmissione della conoscenza – la narrazione.

Perché è sulle terre di frontiera che nascono le rose più belle.

L’Arte per il management” è disponibile nelle principali librerie specializzate e on line a questo link.

La prossima settimana saremo on line con un nuovo articolo: Lo storytelling per applicare l’arte in azienda.

 

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