“Credo ciò che dico, faccio ciò che credo.” Con questa frase Victor Hugo esprime il senso di ciò che significa essere coerenti e al contempo, con la maestria di un gioco di parole, ci fa riflettere su quando sia difficile esserlo, sia come individui che come organizzazioni. Osservato con lo sguardo di Victor Hugo, anche il mestiere dei comunicatori diventa più facile e credibile quando si trovano ad operare in un contesto in cui la missione aziendale e la cultura che ne deriva sono allineate, vissute realmente dalle persone e possono dunque essere “dette” e raccontate perché rispecchiate dalle azioni compiute.

Ho parlato di questa tematica di grande interesse con Angela Bianchi, Head Country Communications and Patient Advocacy di Novartis Farma, che da vent’anni lavora per l’azienda che ha fatto del concetto di “reimmaginare la medicina” il cuore della propria mission, sviluppando sia in termini di cultura aziendale che di comunicazione la linea narrativa della scoperta e dell’esplorazione.

Scegliere la propria missione e portarla avanti ogni giorno

Essere di frontiera, aprire nuovi modi e nuovi mondi di guardare al nostro ruolo di leader del settore farmaceutico e di attori di tutto ciò che è salute. Questo vuol dire un cambio di passo e un’apertura al contraddittorio e alla società per un settore fortemente regolamentato come il farmaceutico e che in passato ha avuto spesso un inquadramento distaccato. In questa emergenza invece più che mai abbiamo sperimentato tutti come i temi di salute facciano fa parte della vita di tutti i giorni per ciascuno di noi.

Così Angela parla dell’idea di fondo che guida le azioni così come la comunicazione dell’azienda, con una notevole accelerata con l’arrivo di Vasant Narasimhan nel ruolo di Ceo.

Contribuire all’innovazione alta e specialistica, promuovere la trasformazione digitale, lavorare alla tematica cruciale della sostenibilità in modo integrato all’interno del sistema e restituire alla società più di quanto si prenda sono le linee-guida che declinano la mission, facendo in modo che le parole prendano vita in una cultura aziendale che nel tempo ha dovuto confrontarsi con i cambiamenti della società così come con eventi che mettono sotto stress il sistema, come nel caso dell’emergenza Coronavirus.

Trasformarsi rimanendo fedeli a sé stessi

È impensabile per un’azienda che deve confrontarsi con mutamenti di scenari continui interpretare la coerenza in modo statico, al contrario la linea narrativa della scoperta ha guidato la rotta per alcune delle iniziative che hanno trasformato la cultura aziendale così come l’operatività degli ultimi anni, in modo particolare la trasformazione digitale in un settore come il farmaceutico che per alcuni aspetti è arrivato in ritardo rispetto ad altri.

Esiste un distacco tra il mondo degli ospedali e la medicina del territorio, che si sostanzia nell’incapacità di fare sistema, di raggiungere la conoscenza e la condivisione attraverso sistemi digitali così come la capacità di raggiungere i pazienti con il monitoraggio da remoto. L’impatto di questa incapacità si è vista in questi mesi dell’emergenza ed è l’area cruciale su cui lavorare nell’immediato futuro.

La trasformazione digitale è un esempio di un approccio dinamico alla coerenza narrativa che ci aiuta a comprendere meglio come ci si può trasformare rimanendo fedeli a sé stessi: la coerenza dei fatti e della narrazione che ne consegue disegna una traiettoria che l’azienda può compiere nel tempo e aiuta anche a fare da traino per l’intero sistema in cui ci si trova ad operare, generando effetti trasformativi che vanno oltre il perimetro dell’azienda. In fondo è proprio questo il potere delle storie di scoperta e di esplorazione: spostano la “terra conosciuta” sempre qualche metro più in là e aiutano anche gli altri a vedere una nuova frontiera da oltrepassare e un nuovo orizzonte a cui tendere.

Il valore delle persone e di ciò in cui si crede contano più di tutto

La coerenza non è mai una scelta semplice, è un obiettivo a cui tendere con la consapevolezza che sono le persone che si assumono la responsabilità di fare parte di una cultura aziendale le uniche che possono realmente viverla, trasmetterla e trasformarla, in modo autentico e credibile.

Angela mi racconta di come due anni fa Vasant Narasimhan abbia aperto la sua prima relazione nel ruolo di CEO sui risultati agli azionisti parlando dell’importanza delle persone e di come questo gesto per certi versi “rivoluzionario” in un contesto in cui i numeri guidano la discussione sia stato seguito da un piano di change che ha coinvolto l’intera azienda. Tre parole hanno guidato il cambiamento culturale: unbossed, courious & inspired; se le seconde due ben si sposano con la linea narrativa della scoperta, vale la pena un affondo sul primo “neologismo” che trasmette il senso di responsabilità unito all’intraprendenza e al conseguente rischio di sbagliare che ne consegue.

Noi ogni giorno tentiamo e ritentiamo, perché solo una molecola su 10.000 diventa un farmaco. Per noi l’ambizione e il coraggio di aprire nuove strade in medicina vive con la consapevolezza che il ritentare è la norma di tutti i giorni.  Per questo abbiamo promosso iniziative di sostegno al mondo della ricerca per diffondere la cultura del partnership, anche non convenzionale, condividendo processi in continuo divenire verso la riuscita.

Angela mi racconta della piattaforma BioUpper a sostegno di idee imprenditoriali e start up innovative nel settore delle scienze della vita che quest’anno, alla sua quarta edizione, ha focalizzato l’attenzione sul potenziale di applicazione ai temi della post emergenza, così come del più ampio programma di divulgazione e sensibilizzazione Valore alla Scienza che prenderà forma nei prossimi mesi e che punterà i riflettori su un ambito del sapere che negli ultimi anni è stato spesso attaccato. Quest’ultima iniziativa potrebbe diventare un vero e proprio catalizzatore narrativo di attenzione per alcune tipologie di audience, attraendo le fasce più giovani e contribuendo alla diffusione culturale di quei valori che creano un humus fertile per lo sviluppo della ricerca scientifica.

Scegliere una linea narrativa e perseguirla con coerenza, seppure con grande apertura alla trasformazione e al cambiamento, è un buon modo per allineare la cultura aziendale con la storia da raccontare e per fare sì che la percezione e la reputazione dell’azienda, sia in termini di Corporate che di Employer Branding, siano positive e aderenti alla missione che l’azienda si prefigge di compiere per migliorare il contesto in cui opera.