Sono tempi in cui la comunicazione aziendale è al centro di nuove attenzioni. Si parla molto di modelli di relazione digitali, che l’emergenza sanitaria ha portato in primo piano. L’impatto è stato forte e diverso a seconda della maturità digitale delle organizzazioni: ha sicuramente scoperto i fianchi e spinto all’azione.

In questo scenario si sono distinte aziende che hanno affrontato la tempesta con la determinazione tipica di chi è sicuro del lavoro fatto negli ultimi anni, un lavoro sulla comunicazione e l’emancipazione digitale.

Ho avuto l’opportunità di approfondire questi temi con Teresa Girardi e Maria Cristina Giugliano, rispettivamente Head of Internal Communication e Digital Communication Specialist di Snam: ricordiamolo, una delle principali società di infrastrutture energetiche al mondo nonché una delle maggiori aziende quotate italiane per capitalizzazione, attiva nel trasporto, nello stoccaggio e rigassificazione del metano e impegnata in prima linea nella transizione energetica.

1.

I valori di un’azienda sono punti di riferimento fondamentali se prendono vita attraverso l’azione delle persone

Snam appartiene alla categoria di chi “si è fatto trovare pronto” difronte alle nuove sfide comunicative che l’emergenza Covid ha portato con sé (per approfondire le tante iniziative di Snam: https://www.snam.it/it/media/covid-19/ ). Non solo perché ha attraversato la tempesta tenendo altissimo l’ingaggio delle persone sui temi rilevanti nonostante il contesto difficile, ma perché ha trasformato un momento nero e disorientante in un’occasione unica in cui consolidare strategie di comunicazione e linee di lavoro attive da anni, affinando le proprie scelte e aumentando la propria consapevolezza.

Trovarsi al centro del rapporto Azienda e Persone è stato travolgente. Fin da subito, però, abbiamo lavorato per trasformare una serie di criticità in opportunità. È stato cruciale tenere saldi i vettori positivi della nostra comunicazione: trasparenza, vicinanza costante e ascolto. Valori che, poi, rappresentano il senso stesso del nostro ruolo nella Comunicazione Interna.” In parallelo, “dal punto di vista della Comunicazione Esterna ha significato ritarare tutto, rivedendo le priorità e adattando il linguaggio al momento storico.

2.

Per far crescere il legame fra azienda e persone, fra azienda e stakeholder, è cruciale creare un racconto coerente all’interno e all’esterno

Non è un caso che il racconto sia a due voci: in Snam Comunicazione Interna ed Esterna impostano una direzione comune e, in modo convergente, la fanno vivere.

Siamo convinti che la cosa più importante sia mantenere una forte coerenza fra la comunicazione verso le nostre persone e quello che raccontiamo all’esterno, con trasparenza. Per esempio, con #snamnonsiferma, dalla voce di Snam ma soprattutto grazie alle testimonianze dirette delle nostre persone, abbiamo raccontato a tutti quello che facevamo: un’azienda fatta di persone che non si fermano e che continuano a garantire la sicurezza energetica nazionale.

Nel momento più disorientante è stato chiaro il vantaggio di un approccio seamless alla comunicazione interna-esterna, per cui ogni touch point è diventato un luogo spontaneo di racconto: dalle persone alle persone, soprattutto sui canali social. Un caso per tutti? Quello del pulsossimetro. L’azienda – fra le numerose iniziative a tutela della salute e della sicurezza delle proprie persone, ha deciso di recapitare a tutti un pulsossimetro per il monitoraggio di parametri come la frequenza cardiaca e la saturazione dell’ossigeno nel sangue. Un’attenzione talmente gradita che ha creato un effetto eco inaspettato: “eravamo in riunione fra colleghi di Comunicazione e stavamo valutando come raccontare e valorizzare questa iniziativa, quando c’è caduto l’occhio sulle notifiche di Instagram: le pubblicazioni e le condivisioni erano già partite dai colleghi… chi non sapeva come fare si metteva in contatto con noi per chiederci come funzionavano le stories: è stato un bel segnale ma soprattutto la conferma che le persone vogliono partecipare al racconto collettivo, vogliono farne parte e parlare con la loro voce.

Una risposta come questa può avvenire solo in una comunità aziendale emancipata e unita. Solo un’azienda con un buon patrimonio di senso di appartenenza, formazione digitale e capacità di ascolto può registrare queste reazioni.

3.

La formazione continua per sensibilizzare all’utilizzo consapevole dei canali digitali fa bene alle persone e all’azienda: tutti vogliono contribuire al racconto dell’azienda, con la propria voce

Negli ultimi anni ci si è impegnati molto per promuovere un uso consapevole delle piattaforme social, con una policy dedicata, webinar e corsi aperti a tutti. I risultati si sono visti subito, infatti abbiamo colleghi molto attivi nel raccontare sui social le iniziative dell’azienda e la propria professione. Tutte le energie messe in campo da tempo per mantenere solido il legame fra le persone e far sentire la presenza dell’azienda, si sono manifestate con maggiore forza durante l’emergenza. #Distantimauniti è nata come iniziativa di ingaggio interno che, subito, è diventata racconto esterno. Un passaggio molto interessante, non solo da un punto di vista di trasmedialità del racconto ma anche del contenuto:

Ci ha sorpreso la qualità della comunicazione nata a livello spontaneo. Questo è un valore enorme che ci porteremo anche nel futuro. La formazione dedicata ai social media sta pagando. Sostenere e accompagnare per noi è fondamentale ed è molto diverso dal controllare.

4

Investire sul senso di appartenenza delle persone fa la differenza: più l’orizzonte è imprevedibile, più le comunità devono essere forti

Ora inizia una nuova fase dove capitalizzare le scoperte, come le conferme, e spostare avanti con determinazione la frontiera. Già in giugno verrà lanciata una nuova intranet sempre più interattiva e integrata con i canali social: “una finestra unica dove le persone possono ricevere e restituire.” Si consolida il modello seamless e trasparente di Snam, dove, sarà sempre più importante bilanciare le nuove necessità emergenti, con gli obiettivi di business e con le opportunità comunicative.

Il nostro compito sarà accompagnare una nuova normalità e riscoprire un nuovo modo di rapportarci fra di noi e con l’Azienda. Alcuni paradigmi diventeranno centrali: un nuovo rapporto tra lo spazio e il lavoro, servizi adatti a diverse esigenze, come anche diventeranno fondamentali competenze manageriali come la delega, la prioritizzazione e la gestione dei team da remoto.

Continuare a vivere la sfida della comunicazione, giocata su nuove frontiere, significa far crescere la comunità e viceversa. L’una nutre l’altra. Ne sono convinte Teresa Girardi e Maria Cristina Giugliano, che si augurano di continuare ad aumentare l’engagement interno e a raggiungere nuovi target, anche su nuovi canali…

In fondo, nei mesi appena passati, sia come persone che come Aziende,

abbiamo imparato che siamo esseri rivoluzionari, creativi e adattabili allo stesso momento” e che “possiamo veramente re-immaginare tutto, e fare quello che fino ieri pensavamo impossibile”.