Siamo sicuri che il futuro del lavoro sia solo nelle nuove professioni digitali che attirano tanto i giovani dopo la laurea? Oppure esiste la possibilità di evolvere e rendere più attrattive professioni richieste dal mercato ma che non vengono nemmeno prese in considerazione dai giovani perché “ingessate” in falsi miti e narrazioni d’altri tempi?

Qual è l’immagine che si forma nella vostra mente quando pensate al consulente finanziario? Un distinto signore su d’età, con una valigetta di pelle e un vestito elegante un po’ demodè, che lavora da solo e che va nelle case dei “ricchi” per “promuovere” prodotti finanziari.

Ora provate a pensare a un giovane studente di economia che si è appena laureato e a cosa vi potrebbe rispondere alla domanda “Ti piacerebbe intraprendere la carriera del consulente finanziario?”

Siamo di fronte a falsi miti, a credente e a narrazioni stereotipate così consolidati nel pensiero comune da non poter essere distrutti da ragionamenti razionali ma solo da una nuova potente narrazione basata su storie di vita autentiche, raccontate dai protagonisti.

La diffusione di questa nuova narrazione dipende da tre fattori:

  • l’esperienza quotidiana e il racconto diretto dei consulenti che praticano la professione;
  • le azioni coerenti della banca che ne gestisce sviluppi e prospettive di crescita;
  •  le strategie e le attività di comunicazione che potenziano l’Employer Branding per attrarre nuove persone, anche tra i giovani.

Ne sono convinti Federico Gerardini, Responsabile Direzione DB Financial Advisors di Deutsche Bank Italia, che si occupa del coordinamento di una rete di 1.100 consulenti, e Irene Maria Ceppi, una giovane donna con un sorriso fresco ed empatico che mal si sposa con lo stereotipo che abbiamo in mente quando pensiamo al consulente finanziario. Ho avuto il piacere di conversare con loro in occasione di un evento in Phyd dedicato a questo tema e ne sono emersi spunti molto interessanti.

Irene ha un proprio modo per definire la professione: “I miei clienti mi considerano una specie di ‘dottoressa del denaro’, cercano in me competenza ed empatia per aiutarli ad affrontare molte questioni della vita che riguardano la gestione del patrimonio, non solo gli investimenti da fare. Per questo la relazione di fiducia è così importante in questo lavoro ed è l’aspetto a cui tengo maggiormente.” Poi ci tiene a precisare “Guardate che non siamo lupi solitari”, considera infatti di grande valore la condivisione e lo scambio di competenze ed esperienze con i colleghi della rete, facilitati sia da meeting strutturati che da momenti più informali.

Federico nel suo ruolo manageriale di gestione della rete focalizza l’attenzione sul tema dell’imprenditorialità e sull’importanza della formazione. “I nostri consulenti sono piccoli imprenditori, con la flessibilità e l’autonomia che questa professione comporta, ma con la solidità di una banca alle spalle. Non li lasciamo mai da soli, nemmeno all’inizio quando devono affrontare l’esame per l’iscrizione all’albo abbiamo ideato un programma formativo per aiutarli nella preparazione, che crediamo possa essere di grande valore anche per i giovani neolaureati. I consulenti più esperti fanno da mentori ai più giovani, fino alla possibilità di affidargli la gestione dei propri clienti quando decidono di andare in pensione.” Irene racconta di aver vissuto in prima persona un “passaggio di testimone” come quello descritto da Federico: “Un collega che doveva andare in pensione ha scelto di affidarmi la gestione dei suoi clienti e per me è stato un grande gesto di fiducia e di riconoscimento delle mie competenze”.

Infine un argomento importante a chi è interessato alle tematiche del “Future of Work”: l’intelligenza artificiale e i Robo Advisor sostituiranno nei prossimi anni la figura del consulente finanziario?

Irene sorride con la sicurezza di chi la risposta la intravede e la sta già costruendo giorno per giorno nel proprio lavoro: “Credo che la tecnologia sia davvero importante nella nostra professione e per questo l’aggiornamento e la formazione continua sono fondamentali, i ‘Robo Advisor’ sono già oggi nostri alleati, ci forniscono dati molto utili ma non hanno di certo l’empatia, la capacità di percepire le paure dei clienti per aiutarli a farsi le giuste domande e di conseguenza scegliere le soluzioni più giuste per le proprie esigenze.”

Un primo seme della nuova narrazione di Employer Branding di DB Financial Advisors è stato dunque piantato in Phyd – un terreno fertile dedicato ai temi dell’Employability – un seme che già racchiude in sé le potenzialità della nuova strategia narrativa e di attrazione dei talenti che la banca intende coltivare nei prossimi mesi attraverso:

–      una campagna di Employer Branding che intende sfatare i falsi miti presentando storie vere di consulenti finanziari che attraverso il proprio vissuto, le proprie emozioni e i propri apprendimenti raccontano il presente e il futuro di un mestiere in evoluzione.

–      Il potenziamento del percorso formativo e di onboarding di neolaureati che potranno dare nuova linfa alla rete di consulenti così come all’evoluzione del professione.

L’obiettivo è quello di trasformare la percezione di questa professione anche nelle giovani generazioni, perché la risposta alla domanda “Ti piacerebbe intraprendere la carriera del consulente finanziario?” non si basi più su semplici pregiudizi, ma su storie autentiche che entrano in empatia e in risonanza con le aspettative e le progettualità anche dei giovani neolaureati.